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Kinetic Art cube
Sviluppo di un ambiente che interpreti la ricerca del movimento artistico "Arte cinetica"

Kinetic Art cube

  • Politecnico di Milano
  • Facoltà del Design, Laurea in Design degli interni
  • Corso: Design e arti contemporanee A.A. 2009/2010
  • Docenti: L. Guerrini
Introduzione

L'ambiente dimostrativo allestito ha come obiettivo quello di sintetizzare al suo interno gli elementi e le caratteristiche principali che hanno contraddistinto l'arte cinetica.

Influenze artistiche

Le opere che hanno influito sulla definizione del progetto:

  • Bruno Munari, Ora X, 1962
  • Un orologio a funzionamento cromatico in grado di confondere il tempo. Le tre lancette, costituite da semidischi di grandezza diversa e realizzati con materiale trasparente nei tre colori primari, ruotando si sovrappongono e creano così forme e colori diversi.

  • Davide Boriani, Ambiente stroboscopico 3, 1967
  • Un ambiente interattivo, le cui pareti sono rivestite da specchi. La forma dello spazio varia per la rotazione di quattro pannelli centrali. Proiettori stroboscopici, a flash di colore rosso e verde, sono comandati da sensori inseriti nel pavimento. Particolare è l'effetto di vibrazione dato al pavimento dai flash sulle bande di colore complementare.

Concept di progetto

Lo spazio è suddiviso in nove sottoambienti delimitati tra loro dalla presenza di pannelli scorrevoli. Questi ultimi sono costituiti da una cornice e una superficie semitrasparente, ciascuna delle quali di diversa colorazione, che durante lo spostamento provocato dall'utente, si sovrappongono tra loro generando molteplici effetti cromatici.

Lo spazio occupato dall'opera e lo spazio occupato dallo spettatore non sono più separati. La fusione avviene in quanto è lo spettatore a manipolare di volta in volta l'opera a seconda delle sue sensazioni e stati d'animo. È, quindi, l'utente a crearsi il suo spazio, divenendo così protagonista dell'opera performativa.

Il rivestimento dell'ambiente è, invece, contraddistinto dall'applicazione di superfici metalliche riflettenti. Si instaura così un gioco di riflessi della luce sulle diverse superfici presenti nell'ambiente, che richiedono lo spostamento del punto di vista dell'osservatore per un continuo mutamento. La percezione dello spazio risulta perciò deformata e diventa ancor più complicato individuare la netta distinzione tra spazio reale e spazio illusorio.

In questo allestimento ho voluto ricreare un ambiente in cui si potessero fondere il movimento virtuale, in cui la sensazione del movimento stesso è suggerita da fenomeni ottici, e quello reale, ovvero generato mediante l'intervento fisico, meccanico o dall'azione di forze naturali. L'opera risulta quindi essere in continuo cambiamento poiché messa in movimento sia dal diverso punto di osservazione dell'utente, sia dall'intervento performativo che l'utente svolge nello spostamento dei pannelli.


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